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INAUGURAZIONE DEI RESTAURI

I TRIONFI DEGLI ORSINI

6 aprile 2013

Un nuovo specchio sul passato si è aperto nel Palazzo Orsini di Pitigliano, grazie al restauro del ciclo pittorico affiorato sulla volta della sala d’ingresso del Museo Diocesano.

Il restauro rientra all’interno di un programma più ampio volto al recupero e alla valorizzazione dell’originale decoro del Palazzo Orsini.

I restauri, iniziati nel febbraio del 2011, hanno riportato alla luce i dipinti della sala dello Zodiaco, sala d’Arme e sala del Trionfo per un intervento che ha interessato circa 300 mq dell’edificio, nel cuore del Palazzo Comitale.

Il ciclo di affreschi, eseguito tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, in seguito ai lavori di ristrutturazione della rocca trecentesca, in occasione del matrimonio tra Niccolò III Orsini ed Elena Conti, intorno al 1465, è il risultato di un programma iconografico intento a celebrare la gloria della famiglia Orsini attraverso le imprese militari segnate dal motto “PRIUS MORI QUAM FALLERE”.

Molti i temi trattati intorno all’autocelebrazione della Famiglia Orsini, di particolare interesse il ciclo delle costellazioni presente in due delle sale restaurate, in linea con le tendenze ornamentali presso le residenze delle famiglie signorili. Il calendario perpetuo, in stretto legame con le attività mensili scandisce i momenti della vita umana, dal lavoro nei campi alle virtù cristiane, attraverso la rappresentazione di chiari segni comprensibili dal popolo, il quale basava la propria cultura sui riferimenti visivi offerti dalle arti figurative.

Già inaugurate nel gennaio 2012 la sala dello Zodiaco e d’Arme, sabato 6 aprile 2013 sarà la volta della Sala del Trionfo ad essere ammirata. La presentazione avrà inizio alle ore 10.30 all’interno del Palazzo Orsini a Pitigliano. Siete invitati a riscoprire il sapore di un antico linguaggio in continuo divenire che si è fissato nella storia attraverso l’arte cinquecentesca.

L’incontro si aprirà con il saluto di S.E. Mons. Guglielmo Borghetti Vescovo della Diocesi di Pitigliano – Sovana – Orbetello e l'intervento di Don Marco Monari, Direttore dell'Ufficio Beni Culturali. Interverranno il Prof. Mario Scalini Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Siena e Grosseto, Don Carlo Prezzolini Direttore del Museo Diocesano Palazzo Orsini, la dott.sa Maria Mangiavacchi Ispettore della Soprintendenza, il Dott. Mariano Marziali restauratore, il quale ha operato in questi due anni per riportare alla luce l’originario splendore del ciclo pittorico commissionato da Niccolò III Orsini.

C.F.

Inaugurazione Trionfi locandina

 

Convegno Mistero e scandalo della Croce - 13 dic 2012

IL MISTERO E LO SCANDALO DELLA CROCE

CONVEGNO DI FORMAZIONE PER GLI OPERATORI PASTORALI DELLA DIOCESI

13 ottobre 2012

Il tradizionale convegno di inizio dell’anno pastorale quest’anno è stato promosso dall’Ufficio catechistico, dall’Ufficio scuola della diocesi e dal Museo diocesano di Palazzo Orsini, un lavoro in rete che ha puntato a coinvolgere non solo i catechisti parrocchiali ma anche gli insegnanti e gli operatori pastorali.

 

Il tema è stato quello de “La croce e il Crocifisso nei Vangeli e nell’arte”, strettamente collegato al programma della diocesi per l’anno pastorale 2012-2013: “In Lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Penitenza e Sacramento della Riconciliazione”.

Il convegno si è tenuto sabato passato nella sala Ildebrando di palazzo Orsini ed ha visto una consistente partecipazione di operatori provenienti dalle varie zone della diocesi. La mattina, dopo le lodi mattutine presiedute dal vescovo Guglielmo, che ha anche brevemente introdotto la giornata, è stata dedicata al tema “Il mistero della Croce nel Nuovo Testamento”, trattato profondamente e con rigore dal biblista don Flavio Valeri, vicario per la pastorale della diocesi di Viterbo. Don Flavio ha introdotto il tema parlando della crocifissione come strumento penale impiegato come deterrente per colpire e annientare i tentativi di ribellione da parte dei Romani, morte riservata ai gravi delitti per gli schiavi ribelli e per stranieri: una pena crudele, definita da Tacito “mors turpissima”, che in Cristo, paradossalmente, si trasforma nell’unica speranza della vita.

Il relatore ho poi illustrato come il tema della passione e della crocifissione di Gesù è stato affrontato nei Vangeli sinottici e nel Vangelo di Giovanni. Nel racconto della passione e morte del Signore possiamo cogliere una duplice prospettiva: quella comune a Marco, Matteo e Luca che, pur con alcune significative differenze, descrivono gli eventi nella loro drammaticità. Giovanni invece presenta la passione come una marcia trionfale di Gesù ed interpreta la Croce come un trono regale. Don Flavio ha poi presentato la teologia della Croce in Paolo, insistendo, in particolare, sull’inno cristologico della prima parte della Lettera ai Filippesi (2,6-11), che riassume le due espressioni della Croce, quella drammatica dei Sinottici e quella gloriosa di Giovanni.

Dopo il pranzo comune in seminario, il convegno è ripreso con l’intervento di don Carlo Prezzolini, direttore del Museo diocesano di Palazzo Orsini. Don Carlo all’inizio ha affrontato la prospettiva di una “via dell’arte, del bello all’evangelizzazione”, facendo parlare il grande patrimonio storico-artistico di cui sono ricche le Comunità diocesane. Riprendendo un passo della lettera del vescovo Guglielmo per l’indizione dell’anno della fede, don Prezzolini ha messo in evidenza i rischi di un cristianesimo ridotto a mero evento culturale e morale e della Croce usata come emblema della civiltà occidentale contro le altre civiltà: Cristo non è venuto per dividere e per emarginare nessuno e la stessa forma della Croce è unitiva, l’asse verticale congiunge la terra con il cielo e quello orizzontale abbraccia tutta l’umanità. Il direttore del Museo diocesano ha poi illustrato l’evoluzione dell’iconogafia del Crocifisso. Fino al 1200 i cristiani hanno seguito la teologia giovannea: la Croce è stata rappresentata come un gioiello, d’oro, tempestata di pietre preziose, come nei mosaici delle antiche basiliche romane e nelle chiese di Ravenna. Intorno al 700-800 si inizia a rappresentare il Cristo crocifisso ma vivo, vestito con una tunica regale: è l’iconografia, anche questa di ispirazione giovannea, del “Christus triumphans”, risorto,vincitore sulla morte. Lo scandalo della Croce è ancora troppo forte in una civiltà cristiana ancora fortemente collegata alla cultura classica. Solo nell’epoca della borghesia e dei Comuni (dal 1200 quindi), sotto l’impulso della spiritualità di san Bernardo e, in particolare, di san Francesco, viene rappresentato il “Christus patiens”, doloroso e morto, iconografia poi non più abbandonata. Il relatore ha illustrato questa iconografia con opere di autori famosi o presenti nel territorio diocesano.

Un interessante dibattito è seguito ad entrambe le relazioni: la mattina si è incentrato soprattutto sul significato del “prendere la propria croce ogni giorno” nella nostra società e nel pomeriggio sull’uso dell’arte nella catechesi dei ragazzi e degli adulti.

La giornata si è presentata come ricca di contenuti per affrontare uno dei temi più importanti dei Vangeli e dell’arte cristiana, proponendo un metodo di lettura teologica delle opere d’arte stesse: una proposta che può essere fondativa di interessanti itinerari di formazione incentrati sulla Parola di Dio proposta e meditata e illustrata anche attraverso l’arte, come ha messo in evidenza don Luca Caprini, vicario per la pastorale della nostra diocesi.

La giornata si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa nella cattedrale di Pitigliano, presieduta dal Vescovo. Al termine della celebrazione il nostro vescovo Gugliemo ha impartito ai catechisti una speciale benedizione per l’inizio del nuovo anno pastorale.

 
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