PITIGLIANO

Arte & Vangelo

REMBRANDT, CARAVAGGIO, PASCUCCI

Le civiltà umane, come le singole comunità, nella loro storia di crescita, o decrescita, hanno profondamente modificato il dato naturale su cui vivevano, trasformandolo in “natura storica”, costruendo insediamenti, ricchi di architetture significative delle divinità, dei valori e del potere egemone, e opere a servizio della viabilità e delle attività produttive. La natura storica e i beni culturali sedimentati nel territorio sono come dei grandi libri di storia sociale e politica, di storia della cultura, della scienza e delle tecniche che, se saputi leggere, forniscono tante informazioni sul passato di una civiltà o di una comunità, per conservare viva la memoria dei singoli e delle comunità stesse.

La memoria storica è sempre stata una componente fondamentale nella vita dell’uomo e delle comunità, in particolare oggi che la nostra civiltà sembra vivere in un eterno presente, con una visione sempre più egocentrica ed individualista, soffocata dal materialismo e dal consumismo, nonostante da anni siamo dentro una grave crisi provocata dal nostro modo di vivere e di produrre.

Rembrandt: Il padre misericordioso

L’arte cristiana può essere un’eccezionale via di annuncio del Vangelo anche oggi, nella nostra civiltà delle immagini; le immagini colpiscono molto più delle parole e rimangono più impresse nella memoria; ricordiamoci che storicamente uno dei fini principali dell’arte cristiana occidentale è stato proprio quello di raccontare il Vangelo, la vita del Signore Gesù e la sequela dei sui amici, quelli che camminarono con lui nelle strade di Israele e quelli che nel tempo sono diventati suoi seguaci e annunciatori della Buona Novella. Per promuovere la «via dell’arte all’annuncio del Vangelo» è necessario un impegno importante della Chiesa, con la formazione di animatori, la preparazione di idonei strumenti e di idonei repertori. Un esempio della potenzialità di questa strada può essere la meditazione della parabola del Padre Misericordioso, che troviamo nel Vangelo di Luca (15,11-32), attraverso l’opera a questa dedicata da Rembrandt, famoso pittore delle Fiandre (attuale Olanda), attivo intorno alla metà del 1600. Il quadro è una tela molto grande di

Leggi »

La vocazione di Matteo

L’arte cristiana ha avuto storicamente due grandi scopi: cercare di meditare e raccontare il Mistero di Dio manifestato dall’incarnazione del Figlio. Le nostre chiese sono custodi di un grande patrimonio storico-artistico che, pur essendo sempre più complesso e difficile da conservare, può diventare una grande risorsa non solo per la memoria delle comunità cristiane e civili che questi beni hanno prodotto ma anche per un vero e proprio annuncio del Vangelo attraverso l’arte figurativa. Potremmo arrivare a dei repertori di immagini di opere del nostro territorio, con opportune indicazioni artistiche, scritturistiche e iconografiche, per iniziare questa strada, stimolando al tempo stesso gli educatori, e i parroci delle comunità ad utilizzarli nel loro impegno di catechesi e di annuncio del Vangelo. Purtroppo rimane da fare ancora molto e le nostre opere d’arte spesso sono ancora “mute” come occasioni di annuncio della Buona Novella; lo stesso documento della Conferenza episcopale italiana Educare alla vita buona del Vangelonon fornisce indicazioni e stimoli per

Leggi »

Il buon samaritano

«Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: “Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna″ (Luca 10,25). Da buon educatore Gesù stimola la risposta del suo interlocutore, rinviandolo alla Legge. Lo scriba risponde, citando i libri del Deuteronomio e del Levitico, che bisogna amare Dio con tutto se stesso e il prossimo come se stesso. “Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai” gli dice Gesù».  Ma lo scriba, volendo giustificarsi chiede a Gesù: «E chi è il mio prossimo?» (Luca 10,28-29). La domanda del dottore della Legge ripropone l’idea di prossimo che abbiamo anche noi, dopo 2000 anni dalla parabola che Gesù racconta subito dopo: il mio prossimo sono gli italiani, bianchi, rispettabili, anzi forse solo quelli della mia regione o delle mie tendenze politiche e religiose. Questa è l’idea degli israeliti e questa è la nostra idea, sostanzialmente. Gesù, ancora una volta da buon pedagogo, invece di perdersi in tante spiegazioni racconta una

Leggi »

Arte cristiana

Le civiltà umane, come le singole comunità, nella loro storia di crescita, o decrescita, hanno profondamente modificato il dato naturale su cui vivevano, trasformandolo in “natura storica”, costruendo insediamenti, ricchi di architetture significative delle divinità, dei valori e del potere egemone, e opere a servizio della viabilità e delle attività produttive. La natura storica e i beni culturali sedimentati nel territorio sono come dei grandi libri di storia sociale e politica, di storia della cultura, della scienza e delle tecniche che, se saputi leggere, forniscono tante informazioni sul passato di una civiltà o di una comunità, per conservare viva la memoria dei singoli e delle comunità stesse. La memoria storica è sempre stata una componente fondamentale nella vita dell’uomo e delle comunità, in particolare oggi che la nostra civiltà sembra vivere in un eterno presente, con una visione sempre più egocentrica ed individualista, soffocata dal materialismo e dal consumismo, nonostante da anni siamo dentro una grave crisi provocata dal nostro

Leggi »

Aggiungi qui il testo del titolo

Biglietteria On liNe