PITIGLIANO

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"Poiché ha molto amato, le sono perdonati i suoi molti peccati" (Lc 7,47)

Maria Maddalena

Una conversione raccontata in tre opere

Opere di:

Collezione privata

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mercoledì
5 Agosto
2026

A

mercoledì
6 Gennaio
2027

Il museo offre una nuova mostra temporanea dedicata alla figura di Maria Maddalena e alla sua conversione. Tre opere d’arte che raccontano un percorso profondo di una delle figure più misteriose ma anche più belle del Vangelo, legate alla vita e all’opera di Gesù.

La Maddalena viene raccontata in tre opere d’impatto, tutte ancora da studiare e approfondire. Dettagli, indagini e diagnostica saranno pubblicate a breve in un catalogo curato da Roberta Lapucci, storica dell’arte e restauratrice a Firenze.

I dipinti provengono da una collezione privata; sono stati appena restaurati e gentilmente concessi dal proprietario.

“La mostra vuole evidenziare il momento della conversione, rinascita della Maddalena e come tale il percorso di salvezza proposto a tutti dal Maestro e Signore Gesù Figlio di Dio, mediante la sua Parola e la sua Rivelazione.

Il processo avviene in una grotta in mezzo ai boschi, in un luogo selvaggio, oscuro, dove l’essere umano si è perso.

Queste tre opere sono di ambito caravaggesco, con autori da studiare indicati qui come possibile attribuzione, e rappresentano il momento anteriore o iniziale, durante e dopo la conversione.

La veste terrena, porpora, è gradualmente sostituita da quella celeste, divina.

I serpenti (peccati capitali, i «demoni») per la forza della conversione e della ritrovata purezza, escono dal corpo della Maddalena o da una roccia a lei vicina.

La posa giacente riporta alle urne funebri antiche, poiché allude prima alla morte fisica, prototipo della condizione di estrema lontananza dalla Vita causata dal peccato, poi al riposo con il biblico significato di ‘stare’, ‘rimanere’, ‘pace’.

La Maddalena è anche attorniata dai suoi simboli consueti: il libro della Sapienza, cioè la Parola di Dio che illumina, il Crocifisso, il vaso con gli unguenti e il teschio, prima accuratamente nascosto sotto il manto rosso (fingere di non vedere e influenza subdola, ma anche indica l’influenza universale del peccato di Adamo); poi viene abbracciato, poiché riconciliata con Dio e con sé stessa: la salvezza data dal sangue versato di Cristo e che ha raggiunto Adamo, ha redento tutta l’umanità. La conversione della Maddalena riconosce il sacrificio di Cristo e accoglie la salvezza donata, con gratuità, con amore.

Il paesaggio roccioso allude alla Grotta di S. Baume, in Francia, dove, secondo alcune letture,  la Santa passò gli ultimi anni della sua vita”.

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La mostra è aperta negli orari del museo ed è compresa nel costo del biglietto di ingresso.

a cura di: Roberta Lapucci

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