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  GIORNATE DEI MUSEI ECCLESIASTICI V edizione 21 e 22 OTTOBRE 2017  *** Ingr...

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Il Mistero e lo scandalo della Croce

CONVEGNO DI FORMAZIONE PER GLI OPERATORI PASTORALI DELLA DIOCESI

Il tradizionale convegno di inizio dell’anno pastorale quest’anno è stato promosso dall’Ufficio catechistico, dall’Ufficio scuola della diocesi e dal Museo diocesano di Palazzo Orsini, un lavoro in rete che ha puntato a coinvolgere non solo i catechisti parrocchiali ma anche gli insegnanti e gli operatori pastorali.

Il tema è stato quello de “La croce e il Crocifisso nei Vangeli e nell’arte”, strettamente collegato al programma della diocesi per l’anno pastorale 2012-2013: “In Lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Penitenza e Sacramento della Riconciliazione”.

Il convegno si è tenuto sabato passato nella sala Ildebrando di palazzo Orsini ed ha visto una consistente partecipazione di operatori provenienti dalle varie zone della diocesi. La mattina, dopo le lodi mattutine presiedute dal vescovo Guglielmo, che ha anche brevemente introdotto la giornata, è stata dedicata al tema “Il mistero della Croce nel Nuovo Testamento”, trattato profondamente e con rigore dal biblista don Flavio Valeri, vicario per la pastorale della diocesi di Viterbo. Don Flavio ha introdotto il tema parlando della crocifissione come strumento penale impiegato come deterrente per colpire e annientare i tentativi di ribellione da parte dei Romani, morte riservata ai gravi delitti per gli schiavi ribelli e per stranieri: una pena crudele, definita da Tacito “mors turpissima”, che in Cristo, paradossalmente, si trasforma nell’unica speranza della vita.

Il relatore ho poi illustrato come il tema della passione e della crocifissione di Gesù è stato affrontato nei Vangeli sinottici e nel Vangelo di Giovanni. Nel racconto della passione e morte del Signore possiamo cogliere una duplice prospettiva: quella comune a Marco, Matteo e Luca che, pur con alcune significative differenze, descrivono gli eventi nella loro drammaticità. Giovanni invece presenta la passione come una marcia trionfale di Gesù ed interpreta la Croce come un trono regale. Don Flavio ha poi presentato la teologia della Croce in Paolo, insistendo, in particolare, sull’inno cristologico della prima parte della Lettera ai Filippesi (2,6-11), che riassume le due espressioni della Croce, quella drammatica dei Sinottici e quella gloriosa di Giovanni.

Dopo il pranzo comune in seminario, il convegno è ripreso con l’intervento di don Carlo Prezzolini, direttore del Museo diocesano di Palazzo Orsini. Don Carlo all’inizio ha affrontato la prospettiva di una “via dell’arte, del bello all’evangelizzazione”, facendo parlare il grande patrimonio storico-artistico di cui sono ricche le Comunità diocesane. Riprendendo un passo della lettera del vescovo Guglielmo per l’indizione dell’anno della fede, don Prezzolini ha messo in evidenza i rischi di un cristianesimo ridotto a mero evento culturale e morale e della Croce usata come emblema della civiltà occidentale contro le altre civiltà: Cristo non è venuto per dividere e per emarginare nessuno e la stessa forma della Croce è unitiva, l’asse verticale congiunge la terra con il cielo e quello orizzontale abbraccia tutta l’umanità. Il direttore del Museo diocesano ha poi illustrato l’evoluzione dell’iconogafia del Crocifisso. Fino al 1200 i cristiani hanno seguito la teologia giovannea: la Croce è stata rappresentata come un gioiello, d’oro, tempestata di pietre preziose, come nei mosaici delle antiche basiliche romane e nelle chiese di Ravenna. Intorno al 700-800 si inizia a rappresentare il Cristo crocifisso ma vivo, vestito con una tunica regale: è l’iconografia, anche questa di ispirazione giovannea, del “Christus triumphans”, risorto,vincitore sulla morte. Lo scandalo della Croce è ancora troppo forte in una civiltà cristiana ancora fortemente collegata alla cultura classica. Solo nell’epoca della borghesia e dei Comuni (dal 1200 quindi), sotto l’impulso della spiritualità di san Bernardo e, in particolare, di san Francesco, viene rappresentato il “Christus patiens”, doloroso e morto, iconografia poi non più abbandonata. Il relatore ha illustrato questa iconografia con opere di autori famosi o presenti nel territorio diocesano.

Un interessante dibattito è seguito ad entrambe le relazioni: la mattina si è incentrato soprattutto sul significato del “prendere la propria croce ogni giorno” nella nostra società e nel pomeriggio sull’uso dell’arte nella catechesi dei ragazzi e degli adulti.

La giornata si è presentata come ricca di contenuti per affrontare uno dei temi più importanti dei Vangeli e dell’arte cristiana, proponendo un metodo di lettura teologica delle opere d’arte stesse: una proposta che può essere fondativa di interessanti itinerari di formazione incentrati sulla Parola di Dio proposta e meditata e illustrata anche attraverso l’arte, come ha messo in evidenza don Luca Caprini, vicario per la pastorale della nostra diocesi.

La giornata si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa nella cattedrale di Pitigliano, presieduta dal Vescovo. Al termine della celebrazione il nostro vescovo Gugliemo ha impartito ai catechisti una speciale benedizione per l’inizio del nuovo anno pastorale.

 

Orari e Biglietti

  ORARI - BIGLIETTI - CONTATTI   * INVERNALE: 10.00-13.00; 15.00-17.00 * Chiuso dall'8 gennaio al 16 marzo * ESTIVO: 10.00-13.00; 15.00-18.00 (19.00) * L'accesso è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura * Lunedì chiuso * Agosto aper...

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